Muladhara chakra: ripartire dalle radici 

Immaginiamo un albero capovolto, le foglie e i frutti sono sotto terra, il fusto fuoriesce e tende verso il cielo le sue radici. Muladhara è il primo chakra e si trova alla base della cervice nella donna e nel perineo dell’uomo. Mula significa letteralmente “radice” tuttavia nella visione tantrica il radicamento è giustamente intuito come fecondazione della terra con fiori, frutti e foglie verso il basso (alla base della colonna), mentre le radici, libere di nutrire l’albero con ogni mezzo incluse la luce e lo spirito, sono in alto, nella testa.

In Autunno siamo reduci da temperature altissime dove si perde l’allenamento al “ritmo” lavorativo e, insieme al sudore, anche molti minerali essenziali: vorremmo essere in forma per cominciare  il vero “anno nuovo”, ma spesso succede esattamente il contrario, arriviamo scarichi a questo appuntamento con la ripresa delle attività proprio a causa dei “rallentamenti e sfasamenti” sia fisici che mentali, che l’estate comporta.

Rigenerarsi nel primo chakra può aiutare tutti, adulti e piccini, donne e uomini: dedicargli un po’ di attenzione attenzione avrà su ognuno l’effetto benefico del “ricostituente”. Proviamo a riavviare lo starter di Muladhara per affrontare impegni e progetti con vitalità e gioia creativa in ogni momento della nostra attività diurna e notturna.

Muladhara non è solo la sede dell’istinto (parente naturale dell’intuito che risiede nel sesto chakra), ma anche il luogo fisico da cui si nasce. Tutti siamo venuti al mondo da quella via e ogni nostra cellula cosciente lo sa. La morale corrente, inconsciamente, considera ancora quel luogo peccaminoso e sporco. Ma l’averci condotto al mondo dalla fase embrionale alla vera nascita (avvenimento più sacro di questo non ne conosco) dovrebbe collocarlo al primo posto e ricevere rispetto per  la sua “organica spiritualità”. Sembra un grande paradosso che il chakra più terreno sia basilare per guidarci fino alla coscienza più elevata.

L’olfatto è il senso (tanmantra) associato a Muladhara dove si manifestano gli odori psichici, il gyanendriya (organo di senso) è il naso. Pensiamo a quante informazioni veicolano dentro di noi gli odori e le fragranze. Riconoscere un particolare odore può deliziarci, creare dei ricordi, salvarci la vita!

Lo Yoga ci rieduca a integrare e a riequilibrare i centri energetici del nostro corpo durante la pratica, ma anche fuori dal tappetino, con brevi e intense connessioni che servono sia da “scarico” emotivo e fisico, sia da rigeneranti.

Muladhara è anche la sede di Annamaya Kosha, il corpo del nutrimento connesso con l’assorbimento del cibo e l’evacuazione delle feci e, infatti, il suo organo di azione(karmendriya) è l’ano.

Ashwini Mudra(sigillo/gesto) è il mudra che riguarda da vicino Muladhara.

Ashwa in sanscrito vuol dire cavallo: l’ano del cavallo si muove costantemente, è parte dei riflessi che la natura ha selezionato per lui e che lo mantengono instancabilmente in piedi. La presa di Mulabandha diventa il modo in cui lo yogi che pratica Vinyasa attiva per alleggerire il corpo spostando l’energia verso l’alto e rendendo le articolazioni delle gambe e delle braccia più fluide e dinamiche.

Ecco come praticare Ashwini mudra quale attività rigenerante

Il Sigillo dello sfintere anale: sedersi nella posizione facile (Sukhasana) o Padmasana, la colonna vertebrale ben allungata, se avete la bassa schiena incurvata, mettete proprio sotto il sacro/coccige, un piccolo cuscino o zafu per rilassare meglio le anche e mantenere dritta la colonna senza tensioni. Inspirare e trattenere il respiro per poi contrarre e rilassare l’ano 4 volte per gli uomini e 5 volte per le donne. Espirare e rilassare qualche secondo, ripetere 10 cicli di Inspirazione/Apnea/Contrazioni. Riposare poi a terra in Savasana per alcuni minuti inspirando ed espirando naturalmente dal naso, rilassando completamente tutti i muscoli del corpo specialmente i muscoli pelvici. I benefici di questa pratica sono: dirigere il Prana verso Sushumna Nadis, stimolare gli organi digestivi, alleviare la stitichezza, tonificare i muscoli pelvici, migliorare la salute sessuale, calmare la mente, migliorare l’umore.

Squilibri energetici in  Muladhara Chakra

Nella filosofia Samkhya, il concetto di Muladhara è conosciuto come “Mula  Prakriti”, la base trascendentale della natura fisica: l’intero universo e tutti i suoi componenti devono avere delle basi da cui evolvere e per cui tornare, dopo la dissoluzione, alla sorgente originale. Muladhara, come base di mula prakriti, è responsabile di tutto quanto avviene nel mondo nel nome della “forma”.

Spesso lo squilibrio di Muladhara crea mancanza di attenzione, frequenti sensazioni di insicurezza, difficoltà a trovare motivazione in ciò che si fa. Tipiche sono le paure costanti, le ansie inspiegabili, la paura di non farcela e la tendenza ad essere sconnessi dalla realtà. Ma ancor più gravi sono i sintomi fisici, spesso peggiorati da un uso spropositato di caffè considerando che le ghiandole corrispondenti al primo chakra sono le ghiandole dell’adrenalina.

Eccone elencati alcuni facilmente riconoscibili: infiammazioni delle gengive, problemi ai denti, alle ossa, alle articolazioni, dolore alle gambe (es. alle vene).

Quando Muladhara è sottotono, anche il nostro sistema immunitario si abbassa, rallenta il ricambio cellulare del sangue e diventiamo fragili e deboli.

Riattivare il Flow energetico nel Chakra della Radice

Nel Tantra, Muladhara è la sede di Kundalini Shakti, la base da cui sorge la possibilità di una più alta realizzazione. Si dice che questo grande potenziale giaccia addormentato sotto forma di un serpente arrotolato. Quando si risveglia si muove verso l’alto attraverso Sushumna nadi, nel midollo spinale, fino a raggiungere Sahasrara, dove avviene l’esperienza finale dell’illuminazione.

Ecco un altra pratica profondamente legata al respiro.

Sedersi in ginocchio o a gambe incrociate, seguendo i consigli di prima per mantenere la colonna eretta dalla bassa schiena in su e, contemporaneamente, le gambe rilassate. Apriamo la pratica con una respirazione profonda dove risvegliamo lentamente l’albero respiratorio e la consapevolezza nell’attenzione all’inspirazione e all’espirazione affinchè diventino uguali per profondità e lunghezza: in genere riusciremo a riequilibrare le due funzioni dopo 30 respiri. Stendere le braccia in fuori, all’altezza delle spalle e con i palmi delle mani rivolti verso l’alto, con ogni inspirazione ed espirazione, muovete solo le mani su e giù come se fossero piccole “ali”. Ripetere 20 volte e riposare poi con le braccia rilassate in grembo. Se avete ancora tempo fate altre 20 ripetizioni e vi assicuro che sentirete meno difficoltà e un risveglio piacevole diffuso nel corpo.

Fate attenzione a non piegare i gomiti e mantenete le dita delle mani ben distese in tutte e due le fasi. Noterete che se non chiudete i muscoli dello sfintere, vi faranno male spalle e collo e, per questo, sarebbe ideale praticare prima Ashwini Mudra. Cercare di rilassare la dentatura e il palato favorirà il flow del flusso energetico dal basso verso la testa e al termine dell’esercizio smetterete di digrignare i denti senza ricorrere all’aiuto del bite!

Rigenerare Muladhara ci farà sentire più motivati e chiari nella quotidianità. Mentalmente e fisicamente riacquisteremo vigore e sicurezza in noi stessi. L’energia del primo chakra è pace interiore, contentezza, connessione con la natura.

Lo Yoga ci aiuta a disfarci delle paure, a sprigionare le nostre potenzialità partendo proprio dalla Radice.

E’ bello poter entrare così nei colori autunnali, col sorriso e l’amore per la vita. Con un piccolo impegno forgerete radici ammirevoli che vi faranno rifiorire mentre tutte le foglie gialle cadranno fuori e intorno a voi.. e con loro, anche il peso dei rami secchi.

Om shanthi buona pratica

Namastè

Janine Claudia Nizza (testi e disegni)

Insegnante Yoga Flow
338 56 53 872
www.yogaflow.it

Bibliografia

“Kundalini Tantra” – Swami Satyananda Saraswati

http://www.armonianaturale.com – Helmut G. Sieczka “Chakra Breathing”

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