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Lo Yoga del Trauma, se ne parla in un virtual congress

Invito al convegno online “Terapia integrata per la prevenzione e la cura del trauma”

Nel blog ci piace segnalare eventi che riguardano lo Yoga magari con un taglio nuovo ed innovatore. Oggi parliamo del primo Virtual Congress organizzato dal centro di psicoterapia Essere Esseri Umani focalizzato sulla cultura del trauma psicologico, che sarà affrontato da molteplici prospettive con l’obiettivo di identificare un approccio multidisciplinare e condiviso alla prevenzione e alla cura.

Essere Esseri Umani, il centro di psicoterapia promotore dell’evento, è un gruppo di psicoterapeuti e di trainers professionisti guidati da Marta Zighetti, psicoterapeuta e supervisore EMDR.

L’appuntamento che si terrà tra il 12 ed il 14 Novembre in Live Webinar sulla piattaforma morefad.it è rivolto a medici, psicologi, operatori sanitari e del benessere e si pone come obiettivo il voler portare al centro dell’attenzione pubblica il tema complesso e pervasivo del trauma psicologico collettivo e individuale che è diventato centrale soprattutto nell’attuale momento storico.

La pandemia ha portato molti a contatto diretto con la dolorosa esperienza traumatica, una dimensione prima d’ora spesso non riconosciuta.

Ma cosa c’entra questo con lo Yoga, vi chiederete.

Partendo dal fatto che le evidenze scientifiche riconoscono come mente e corpo costituiscano una sola unità e si influenzino reciprocamente, al convegno sono stati invitati come relatori anche alcuni insegnanti di Yoga (tra cui vi segnaliamo Paolo Proietti, già autore per il blog).

Questo perchè soprattutto in questi tempi sta prendendo sempre più piede e si sta diffondendo il cosiddetto “Yoga del Trauma”.

Oltre che a parlare di Yoga del Trauma, nel corso del Convegno saranno proposti anche momenti di pratica guidata.

Ma cosa intendiamo parlando di Yoga del Trauma?

Il trauma psicologico è associato a eventi in cui una persona è esposta a una minaccia improvvisa e imprevista di fronte alla quale si sperimenta un senso d’impotenza. Il trauma può assumere varie forme: le vittime di un terremoto o di un’inondazione e le prime persone che intervengono nei soccorsi, i migranti, i militari che vedono amici e civili innocenti feriti e uccisi in una zona di guerra, incidenti stradali, interventi chirurgici o dentistici, un uomo o una donna stuprati e, come ben sappiamo, pandemie più o meno globali. Ci sono poi anche coloro che subiscono traumi ripetuti nel tempo, come i bambini maltrattati, o abusati verbalmente o sessualmente. Il trauma in questo caso diventa parte della vita quotidiana.

Tutte queste persone hanno una cosa in comune: il trauma ha lasciato in loro un sentimento di terrore, rabbia, vergogna e impotenza.

Durante gli eventi traumatici la persona, infatti, si sente debole, indifesa, incapace di agire di fronte a una minaccia soverchiante, sola e sopraffatta, al punto che nel suo corpo si attiva spontaneamente un complesso sistema di reazioni (stato difensivo di allerta), che consente al sopravvissuto di adattarsi al contesto pericoloso.

Il Trauma-Sensitive Yoga (TSY), è un protocollo derivato dall’Hatha Yoga, è uno stile gentile di yoga che promuove l’equilibrio nella mente e nel corpo attraverso l’uso del respiro, la meditazione e soprattutto delle asana. Chi sopravvive ad un trauma spesso vive il corpo come un nemico e quindi nella pratica si pone particolare attenzione all’esperienza corporea, favorendo la connessione mente-corpo. I ritmi della pratica scorrono lenti e adeguati alle possibilità di ognuno. Si può praticare in gruppo o all’interno di una seduta individuale. E’ importante ristabilire una relazione col corpo vittima di trauma così com’è adesso: ferito, spaventato, schiacciato dal ricordo e dalla memoria che conserva e a ritrovarne poco alla volta la bellezza e l’armonia.

Il Trauma Yoga è una pratica che permette un’esperienza sicura, non giudicante, che può portare numerosi benefici:

  • coltivare la forza e la resilienza;
  • riconnettersi in modo protetto e sicuro con il proprio corpo;
  • esplorare con curiosità e consapevolezza le sensazioni secondo i propri ritmi e, di conseguenza, intraprendere delle azioni efficaci relative al proprio corpo.

Attraverso la pratica si ritrova la stabilità ed il radicamento nel qui e ora, si crea uno spazio di tregua nel quale osservare la sofferenza con indulgenza e avviare un dialogo di cura e di tenerezza con se stessi.

Ogni esercizio proposto è un invito: come sempre nella pratica Yoga nulla viene imposto e ognuno trova il proprio percorso e la propria modalità. Lo Yoga si pone a servizio del praticante. Si possono attuare scelte, variazioni, decidere di fermarsi o astenersi dagli esercizi: così facendo, gli allievi hanno l’opportunità di scegliere responsabilmente il grado di partecipazione e coinvolgimento da operare volta per volta, istante dopo istante.

Sul piano scientifico vi sono evidenze che l’Hatha Yoga abbia degli effetti anche sui livelli dei neurotrasmettitori (nello specifico, il GABA) associati allo stress post traumatico (PTSD). Il GABA è il principale neurotrasmettitore inibitorio nel cervello; il suo rilascio, infatti, impedisce all’impulso nervoso di propagarsi da un neurone all’altro. Il GABA ha profondi effetti ansiolitici e smorza le risposte comportamentali e fisiologiche ai fattori di stress. Si è notato in diversi studi scientifici che i livelli di questo neurotrasmettitore sono particolarmente bassi nei soggetti con disturbi d’ansia e con PTSD, come se si perdesse la capacità chimica di limitare la risposta allo stress. In uno studio del 2007 si è rilevato (attraverso metodiche di neuroimaging) che i livelli di GABA nel cervello aumentano dopo una sessione di yoga.

Se vi abbiamo incuriosito per maggiori informazioni e programma completo del Convegno: www.terapiaintegrata2021.it

Sibilla Vecchiarino

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