IL CORPO DELLO YOGA: prigione della mente o tempio dell’anima?

Il corpo registra ogni emozione, esperienza, trauma e li mette dentro: crea una storia molto spesso segreta e una traiettoria dal moltepice delta come un grande fiume si carica dei suoi affluenti e si scarica con i suoi efferenti nell’immenso oceano della vita.
Benche’ sembri tutto intricato e a volte sotterraneo ha una sua mappatura: lo Yoga svolge il lavoro del salmone “detective” in riproduzione che risale controcorrente verso la sorgente a ritroso dall’oceano al delta.
Praticando Yoga, il corpo riceve quella gentile sollecitazione ad aprirsi, a non vergognarsi di come è concedendosi il permesso, attraverso una pratica senza giudizio e regolare, di trasformare gradualmente i blocchi che lo tengono in ostaggio.

Nel Tantra Yoga il corpo è considerato il tempio (esperenziale) dell’anima imprescindibile per conoscere le più alte verità. Purtroppo in occidente il corpo è prigioniero delle sue ferite psicologiche, del giudizio sempre performante della società dei consumi che detta leggi di ogni tipo su intelligenza, bellezza, potere economico ecc.. molti giovani sono vessati dal rifiuto dei loro simili, umiliati per la grandezza o la fattezza del proprio corpo, emarginati, bullizzati, esclusi dalle “elite”. Spesso smettono di mangiare, inveiscono contro se stessi, non riescono a piacere e a piacersi, soffrono terribilmente dimenticando la gioia di esistere, inseguendo standard estetici e sociali frustranti e umilianti o vivendo reclusi come è successo a moltissimi in un mondo parallelo dove rifugiarsi.

I nostri vari Corpi secondo l’Ayurveda
I Veda dedicano un’attenta analisi all’essere umano e individuano tre corpi principali:
Il Corpo materiale ad esempio a livello energetico è elementare, basico. E’ caldo, un composto di più elementi (organi, strutture) che si nutre di cibo. Lo stato è la veglia, ha un’esistenza fisica, una qualità tamasica e la sua coscienza non va oltre l’ego e la propria identità fisica.
Il Corpo sottile o Astrale ha un’energia elettrica, luminosa, è composto di elementi sottili come le impressioni, il suo stato è il sogno, la sua esistenza è l’astrale, ha caratteristica rajasica e la sua consapevolezza è a livello sensoriale/mentale
Il Corpo causale è magnetismo in azione, manifesta la luce, è fatto di elementi delle Gunas. Vive in uno stato di sonno profondo, esiste a livello causale e del mondo delle idee, ha una caratteristica sattvica e la sua consapevolezza o coscienza è la mente profonda e l’anima (Jiva).

Il corpo e’ composto da 5 strati o Koshas. Questi involucri o componenti sono fatti di varie sostanze energetiche dalla più grossolana alla più sottile. Ogni Kosha è attraversato dal Prana: il più materiale è il Corpo Fisico, gli altri 4 strati sono due “astrali” e 2 “causali” e vengono definiti il Corpo Sottile.

I 5 Koshas

Opera di Janine Claudia Nizza

Anandamaya Kosha
Appartiene al mondo di massima Consapevolezza, la sua funzione di amore, fede ed intuito è composto da Samskara e Gunas, il suo simbolo è lo Spazio.

Vijnanamaya Kosha
Appartiene al mondo di Intelligenza, la sua funzione è il raziocinio, il discernimento, il giudizio. E’ composto da ragione e logica, il suo simbolo è il Sole.

Manomaya Kosha
Appartiene al mondo della Mente e dei Sensi, la sua funzione è la percezione sensoriale, l’interpretazione del mondo esterno. E’ composto dalla mente e i 5 Organi di Senso, il suo simbolo è la Luna.

Pranamaya Kosha
Appartiene al mondo della Forza Vitale, il Prana, la sua funzione è fornire Energia al corpo e alla mente, è composto da 5 Prana e dai 5 Organi Motori, il suo simbolo e’ il Vento.

Annamaya Kosha
Appartiene al mondo grossolano, fisico, ha la funzione di Sostenere ed Incarnare l’esistenza. E’ composto dai 5 Elementi, il suo simbolo e’ la Terra 

Come si evolvono i nostri Corpi/Koshas attraverso la pratica dello Yoga
Il dolore fisico è come un “sonar”: ci fa conoscere l’architettura interna del nostro corpo dalle ossa alle fibre tendinee e muscolari; il dolore rimbalzando sulla superficie lo esplora e identifica; quando facciamo Yoga e ci troviamo in una postura dove sentiamo dolore, riceviamo una specie di reportage del luogo che soffre che ci guida alla comprensione e alla cura. Per esempio con la gentilezza del respiro e la stabilità dell’allineamento ci accorgiamo che la tensione regredisce e spesso si trasforma in benessere, liberati i blocchi posturali troviamo un nuovo spazio al posto della sofferenza.

Quando proviamo piacere non sempre siamo capaci di “vedere” o “sentire” ciò che necessita traformazione e cambiamento, dunque il dolore del corpo diventa l’inviato speciale che ci costringe ad ascoltare quelle aree che nella pratica possiamo migliorare, ossigenare, coccolare e curare.
Imparare a non identificarsi solo con il corpo fisico è una liberazione per l’anima. Possiamo essere consapevoli che sia nel dolore che nella gioia non esiste un Sè che lo prova. Ad esempio un fiore apre i suoi petali ogni mattino, non si ferma se c’è la guerra o piove, davanti alla vita non arretra di un millimetro, nemmeno se calpestato. La sua esistenza è un prolungamento di quella di tutte le altre creature e dona se stesso con amore costantemente, sempre, finchè ha Prana.

Il Corpo Yogico dell’Amore
Amare come devozione e gratitudine per le nostre maestre/i del passato , presente e futuro. E già non ci basterebbe una vita per ringraziarli tutti considerando anche coloro che non ci hanno insegnato yoga, ma tante e bellissime strategie di vita per essere sani e felici. Sappiamo però che la natura umana deve “immergersi’ nella sua conoscenza anche attraverso le relazioni con gli altri esseri per capire meglio che cosa sia l’amore. Spesso trascorriamo molti anni di pratica yoga sul tappetino prima di riuscire a sciogliere e demolire i filtri e le resistenze nelle asana e nel respiro ci mostrano come in uno specchio “le armature” che imprigionano la nostra esistenza. Trovo singolare che Amar e Arma abbiano le stesse lettere pur significando gli opposti. Queste sono apparenti contraddizioni: in realtà anche nel nostro corpo la ghiandola del piacere è accanto a quella del dolore e sappiamo bene che il mondo di odio è lo stesso di amore quando riusciamo ad illuminarlo.
Nella pratica Yoga i piccoli risultati sono importanti come i grandi, così come nell’amore: grande o piccolo resta sempre tale. Il chicco di caffè non è meno fragrante di un etto di caffè. L’essenza dell’amore è quella vibrazione grande o piccola che si imprime nel cuore di chi la dona e la riceve e che l’universo registra nello spazio senza tempo. Quando accettiamo noi stessi con i nostri limiti, difetti, fragilità (e lo yoga ci porta sul tappetino essenzialmente con questa finalità) impariamo a sentire il vero amore per noi stessi, che è il primo importantissimo passo per sentirlo verso tutte le creature intorno a noi.
Gli animali e le piante hanno sviluppato il corpo di puro amore, essendo amore con l’offerta della loro stessa vita.
Il Corpo ha facoltà di emozionare la mente attraverso la tangibile fragranza della gentilezza, ascolto, generosità, presenza, cura ed è proprio per questo che l’anima ha scelto un corpo per sentire l’amore, che non può essere visto, ma solo vissuto e “sentito” attraverso il miracolo della vita organica.
In conclusione non esiste una regola fissa o una ricetta che possiamo imparare dallo Yoga oltre l’esperienza pratica: ogni vita è il suo personale esperimento ed ogni corpo riceve un “download” di informazioni nei vari koshas: cosi come il Corpo Terrestre torna alla Terra, il Corpo Celeste torna al Cielo (da Origene nella trattazione della Reincarnazione)…”ma Dio gli dà un corpo come gli piace e a ciascuno dei semi va il proprio corpo” (lettere ai Corinzi di Paolo).

Opera di Janine Claudia Nizza

Janine Claudia Nizza
Insegnante Yoga Flow

Se vuoi studiare in vacanza con Janine a luglio in un centro immerso nella natura http://yogaflow.it/VinyasaYogaFlowSummerRetreatinTuscany2022July.pdf

Se vuoi festeggiare Yoga Day online con Janine e suoi colleghi tra cui special guest Maestro Amadio Bianchi, registrati gratuitamente
http://yogaflow.it/UnInternationaldayofYogadayCelebration2022.pdf

Bibliografia
David Frawley “Yoga & Ayurveda” Self Healing and Self Realization Motilal Barnarsidass Publisher PVT.LTD

6 pensieri riguardo “IL CORPO DELLO YOGA: prigione della mente o tempio dell’anima?

  1. Solo una grande maestra e artista come te può trasmettere tutto quello che sa sullo yoga attraverso una coinvolgente lettura e disegni geniali!! Grazie per il tempo che dedichi e per trasmettere il tuo sapere con devozione e amore! Namasté
    Valentina

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    1. Cara grazie infinite😘🙏🌹 apprezzo molto la tua presenza a lezione dove il mio sguardo ti vede sempre più agile nella pratica yogica🌿quando si vedono i progressi il cuore si rallegra ❤️e tu ne fai costantemente 🙏🕉️

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  2. Il piacere di leggere lo yoga… Bellissima l’immagine dello yoga come un salmone detective che risale controcorrente sollecitando chi lo pratica a fare percorsi illuminanti e quella del dolore come un preziosissimo sonar che ci guida alla comprensione e quindi cura di noi stessi.
    Bellissimo questo modo di raccontare e spiegare concetti importanti di questa fantastica disciplina e renderli fruibili. Grazie! Leggerò qualcosa ai miei allievi 🙏
    Per non parlare dei disegni… Pura gioia per gli occhi!

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    1. Cara Noemi il tuo commento mi incoraggia a proseguire questo arduo cammino dello scrivere di yoga🕉️🌹Tu che già insegni sai molte cose di cui parlo perché ci sei passata tu stessa, é un onore toccare il cuore e la mente a distanza, grazie di apprezzare questi miei tentativi di abbracciare la tua attenzione e intelligenza fino ai tuoi allievi❤️🕉️🌹vi mando i miei blessings sorelle e fratelli yogin di Catania 🕉️🙌Om Shanthi namaste ❤️

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